GENERE: Commedia
REGIA: Non pervenuta
ATTORI: Gianni Galla (vice sindaco), Laura Birolo (sindaco), Paola Cunetta (ex sindaco), Sig. Paolo (vigile urbano), Davide Tosches (un cittadino qualsiasi)
DURATA: 3 anni circa
LOCATION: San Sebastiano da Po (TO), Italia
Buongiorno,
qualche giorno fa è successa una cosa eccezionale a pochi metri da casa mia: il comune ha installato uno specchio a lato strada. Chiariamo subito, senza tante cerimonie, che è un'installazione necessaria solo per sperperare i soldi dei contribuenti e prendere in giro la gente, ma anche se stessi, in perfetta sintonia con il delirio mentale della peggior specie. Forse potrà anche far sorridere o stupire, perché può essere un punto di vista curioso sulle bizzarrie della mente umana, ma facciamo finta di niente riguardo a questa considerazione, altrimenti bisognerebbe coinvolgere qualche neuropsichiatra e l'amministrazione locale non se lo può permettere, non ha soldi.
Ma perché il comune ha installato questo specchio? Volete saperlo? Ve lo racconto. Partiamo da quasi tre anni fa. Dalla primavera del 2008 a quella del 2009 mi recai per ben tre volte dal vigile urbano (ne abbiamo uno solo qui, per 2000 abitanti) per segnalargli la reale pericolosità della situazione, riguardante la strada che passa a pochi metri da casa mia (zona residenziale e di conseguenza abitata): auto (di residenti e non) che scendono e salgono a velocità folle in qualsiasi ora della giornata e che comprendono auto "normali", auto da rally (c'è un tizio in cima alla strada che ha un'officina e prova le sue macchine elaborate senza alcuna preoccupazione per l'incolumità altrui, all’ora che gli pare, spesso e volentieri la sera tardi), mezzi pesanti dell'azienda che effettua la raccolta differenziata. Per le auto "normali" e da rally stiamo parlando di velocità che sfiorano o superano spesso i 100 km orari, per i mezzi della SETA (l'azienda della raccolta differenziata) arriviamo spesso ad almeno 80 km orari. Ebbene, risposte del vigile, all'epoca:
1° segnalazione: "ha fatto benissimo ad avvisarmi, verrò a controllare prima possibile, magari tutti fossero come lei a prendersi la briga di segnalare queste situazioni pericolose"
2° segnalazione (fatta a distanza di alcune settimane, dopo che non lo avevo mai visto fare un controllo): "verrò il prima possibile, purtroppo sono da solo e faccio fatica a stare dietro a tutte le richieste". Stretta di mano e sorriso di circostanza.
3° segnalazione (fatta a distanza di un paio di mesi, dopo che non lo avevo mai visto fare alcun controllo). Entro nel suo ufficio con la faccia già incazzata, il vigile capisce subito perché sono lì e, dopo aver trovato qualche scusa alla buona, ed essersi reso conto che il sindaco potrebbe udire la nostra discussione, chiude la porta dell'ufficio e mi dice: "sono solo, devo portare carte in giro tutto il giorno, mi pagano poco, le ore di lavoro sono troppo poche per far fronte a tutte le richieste, etc". Sermone, pietoso, che dura 45 minuti, in cui mi racconta forse (non ricordo bene) anche i suoi problemi personali, sentimentali, di salute, la storia della sua famiglia e cita svariati articoli della costituzione, completamente a caso. Inoltre, da vero eroe, dà ovviamente tutte le colpe alla provincia e alla regione. Classico scaricabarile all'italiana. Chiudo la discussione dicendogli: "nell'ora che mi ha tenuto qui a farmi un resoconto delle sue frustrazioni non poteva venire a controllare?". Me ne vado, senza salutare, guardandolo con leggero disprezzo. E ditemi pure che sono un maleducato, non me ne frega niente.
La settimana seguente, dopo varie telefonate, riesco a prendere appuntamento con il sindaco (o sindachessa, fate voi, non so come si dice). Entro, le stringo la mano e cominciamo a parlare. Dopo pochi minuti mi rendo conto che all'autorità, seduta in poltrona, le cose che sto dicendo, creano solo fastidio e irritazione e così, cerca più volte di chiudere la discussione, invitandomi ad uscire, ma io non mi alzo dalla sedia e continuo a parlare, finché il primo cittadino, spazientito, alza un pò la voce e mi dice: "allora mi dica lei cosa devo fare!". Risposta: "è lei che ha deciso di prendere l'incarico di sindaco, io faccio il musicista e il grafico, se vuole le suono qualcosa o le impagino un volantino, ma queste cose io le faccio con la massima serietà, lei, il mestiere di sindaco, invece no". Esco, ovviamente per nulla soddisfatto.
E arriviamo alle elezioni amministrative del 2009. Un giorno mi suonano al citofono: delegazione di ben tre persone fra cui il nuovo candidato sindaco (o sindachessa, come prima). Scendo e iniziamo a chiacchierare amichevolmente. Dopo i luoghi comuni vari, sul tempo, su quanto è bello abitare in campagna, etc, passo subito al dunque: "voi siete venuti a chiedermi il voto, giusto? E io ve lo dò volentieri, ma sappiate che ci sono questi problemi (faccio un elenco di due, tre punti) e che sono problemi seri che si possono risolvere magari in pochi giorni, evitando avvenimenti spiacevoli. Se sarete in grado di risolverli sarò molto contento di aver dato il mio voto a persone serie, diversamente vi starò addosso finché non verranno risolti". Sorrisi cordiali, con assicurazioni varie del tipo "ma certamente, sono cose prioritarie e saranno risolte nel più breve tempo possibile, è il nostro dovere". Seguono, nei giorni a venire, altre due visite a domicilio, una di un assessore e l’altra di qualche altro figurante comunale, spaventapasseri o altro, ovviamente entrambe per chiedermi il voto.
Considerazione personale: ma chiedere il voto porta a porta ha senso?
Nel frattempo vincono le elezioni e si guadagnano la tanto ambita poltrona. Ma poi, dico, a casa poltrone non ne hanno? A saperlo gliene avrei regalata una io, piuttosto che vederli lì a fare niente e raccontare stupidaggini. Vabbè, proseguiamo...
A settembre, viene deciso (così mi dicono) che l'installazione di questo dosso/sobbalzo per far rallentare le automobili e salvaguardare la sicurezza dei residenti e non, verrà installato a novembre 2009. Da lì non si sa più un tubo, dopo mesi scrivo nuovamente al vice sindaco e il giorno 29 agosto 2010 mi viene data questa piacevole e demenziale notizia: "il problema è che la strada non è ancora di proprietà comunale. Per ora possiamo solo mettere un cartello con limite velocità (per altro mai messo n.d.a.). Quando arrivo dalle vacanze ti spiego l'iter che stiamo seguendo". Quindi, a questo punto, vengo a sapere che, nè la precedente amministrazione, nè il vigile, nè l'amministrazione attuale sapevano che la via nella quale risiedo non è di proprietà del comune. Prima di allora non lo sapevo neanche io, ovviamente, eppure avevano installato dei lampioni e di inverno, se nevica, passa pure lo spazzaneve. Una persona sana, potrebbe già fermarsi qui e decidere che il paese è stato ed è, gestito da persone assolutamente incapaci e non meritevoli di prendere uno stipendio pagato da tutti noi e prendere anche atto del fatto che ogni ulteriore sforzo è inutile. Ma siccome non sono una persona normale, procedo e vi racconto anche tutto il resto.
6 settembre 2010. Nuova email del vice sindaco: "Gli uffici comunali hanno predisposto tutta la documentazione per il passaggio della strada al comune. Il Notaio ha tutto (lo scrivo in neretto perché è importantissimo e lo capirete continuando a leggere n.d.a.), si rimane in attesa che uno dei proprietari tolga alcune ipoteche. L'abbiamo sentito giovedì e sta procedendo spedito. A quel punto il Sindaco firmerà il passaggio. Domani si va dal Notaio per portare altri documenti che ci ha richiesto"
22 settembre 2010. Nuova email del vice sindaco: "siamo finalmente al dunque, ieri ci ha convocato il notaio Ferreri per gli ultimi chiarimenti. Inizio ottobre ci sarà l'atto. La pratica iniziata a gennaio 2000 finirà a ottobre 2010. Non male vero???" (tra l'altro, se la pratica era iniziata nel 2000 come mai il precedente sindaco, quello ancora prima e il vigile non ne sapevano niente? n.d.a.)
15 novembre 2010. Altra email del vice sindaco: "si fa atto dal Notaio Ferreri di Chivasso in novembre e poi DOSSO"
26 novembre 2010. Un'altra, sempre dal vicesindaco: "lunedi sera 29/11 atto notarile"
Da qui, fino al 10 febbraio 2011, data in cui sarò io, come quasi sempre, a chiedere ulteriori notizie, non si saprà più un cazzo. Intanto il notaio si ammala, colpito da un ictus. Ed ecco di seguito la risposta del vice sindaco alla mia email del 10 febbraio: "il Notaio ha richiesto documenti integrativi che devono essere votati al consiglio comunale del 18/2, la cosa ha dell'incredibile. Con la delibera entro fine febbraio notaio Ferreri di Chivasso (che intanto é guarito) farà atto. Ti aggiorno"
Aggiornamento al 26 aprile 2011, sempre dopo mia richiesta: "L'atto notarile di acquisizione ufficiale è stato nuovamente rimandato, per richiesta altri documenti da parte del Notaio. La data è il 3 maggio 2011". (MA NON AVEVA GIA’ TUTTO IL 6 SETTEMBRE 2010?) Nella stessa richiesta di informazioni, li avviso anche che contatterò tutti i giornalisti che conosco, contatti racimolati con la mia attività di musicista, in modo da portare la notizia allo scoperto, perché ne ho le palle piene e io, la mia famiglia, i miei vicini di casa e tutti quelli che passano di qui rischiano la vita tutti i giorni. Mi viene chiesta immediata disponibilità per un incontro, faccio lo gnorri e dico che ho degli impegni per i giorni a venire (cosa non vera, mi stavo grattando i coglioni in quei giorni).
Venerdì 29 aprile 2011, alle 7.50 del mattino (dormito male? Qualche pensiero di troppo?), ricevo una telefonata dal vice sindaco che mi chiede di organizzare un incontro con lui e il sindaco in giornata. Guarda caso. Nell'incontro in questione, avvenuto alle 18 del pomeriggio, mi viene PROMESSO in maniera granitica e solenne che il sobbalzo, dosso o dissuasore, o come diavolo lo volete chiamare sarà installato entro fine maggio.
2 maggio 2011, nuova email dal vice sindaco "atto rimandato la prossima settimana per problemi tecnici non dipendenti dal comune, ti aggiorno appena so". Gli propongo di usare il mio notaio, persona seria e di fiducia, e gli chiedo inoltre quali siano questi problemi tecnici. Non ricevo risposta.
20 maggio 2011, altra email "In riferimento all'atto, ho scritto adesso un sms alla segretaria comunale, la quale mi ha risposto dicendo che a oggi il Notaio NON ha fissato alcuna data nonostante le continue richieste sia degli uffici comunali che del segretario stesso…" (un comune che dipende da un notaio colpito da ictus mi mancava n.d.a.)
Lo stesso giorno, scrivo al sindaco, che mi risponde 6 giorni dopo (diverse persone del paese mi hanno detto che non risponde mai, quindi sono stato fortunato). Evito di allegare la email di risposta per non far scomodare fior di psichiatri, sicuramente impegnati in questioni più serie. Comunque, si tratta di un'accozzaglia di luoghi comuni su come si fa il sindaco (e lei non lo sa, ovviamente), il tutto infarcito da espressioni da burocrate degne del peggior ufficio postale di provincia, quindi nessuno si perde niente. Inoltre non risponde alle mie precise domande. Rispondo comunque alla email, ma ottengo il seguente messaggio "Google tried to deliver your message, but it was rejected by the recipient domain, etc", per ben tre volte, da due indirizzi diversi, dopodiché mi rompo le palle e non scrivo più.
A questo punto, mi incazzo sempre di più e mi chiedo, ma come mai se la strada è sempre stata privata qualcuno, un bel giorno, ha messo un cartello di dare precedenza? Inoltre sul retro del cartello in questione, non c'è indicato il numero dell'ordinanza. Scrivo nuovamente al vicesindaco, ecco le risposte:
9 giugno 2011: "il cartello "dare precedenza" non e' stato installato dall'amministrazione comunale in quanto strada privata" (e allora chi diavolo l'ha messo? n.d.a.)
10 giugno 2011: "a rettifica parziale di ciò che ti ho detto ieri, il segnale dare precedenza è stato messo con ordinanza 7/2009 del marzo 2009 (stranamente, una settimana dopo che ero andato a parlare col vecchio sindaco, ovvero: come tentare di rimediare alla cazzo e dormire sonni beati n.d.a) a firma sindaco Cunetta (me l'ha comunicato adesso il Vigile, non si ricordava dell'ordinanza). Mi dice inoltre che non vi è alcun obbligo di indicare l'ordinanza sul segnale".
Si può mettere un cartello su una strada privata con i soldi dei contribuenti? E poi, io mi sono documentato e da quel che ho capito, c’è l’obbligo di indicare l’ordinanza sul retro del segnale, altrimenti perde di validità, come se non esistesse. Quindi, se qualcuno vi dà una multa o siete coinvolti in un incidente, controllate sempre che dietro ci sia il numero dell'ordinanza comunale.
Però, attenzione, qui arriva il capolavoro. Nella stessa email del 9 giugno mi viene comunicato, inoltre, quanto segue: "In settimana verrà posizionato uno specchio affinché possiate vedere le auto che sopraggiungono quando voi vi immettete nella strada comunale".
COSA?! Uno specchio? Ma per quale motivo? Io non ho mai detto che le macchine non si vedono (tra l’altro sono ipermetropo), ho sempre e solo detto che scendono a velocità folle! Faccio avanti e indietro dal comune dal 2008, mando email, chiedo spiegazioni, faccio telefonate, segnalo continuamente una situazione di reale pericolo e il comune installa uno specchio?
Evidentemente l'amministrazione del comune di San Sebastiano da Po è composta da geni che, al confronto, Einstein e Newton farebbero la figura dei polli. E cristo, allora installiamo una marea di specchi nelle autostrade, nelle statali, nelle provinciali e in tutte le strade del mondo. Adesso che siamo stati illuminati sulle nuove leggi della fisica non possiamo più fare finta di niente. Mi spiego meglio, perché magari fra quelli che stanno leggendo ci possono essere delle persone lievemente ritardate (con rispetto parlando) o poco attente. Allora, ricapitoliamo: se voi per qualsiasi motivo aveste necessità di far rallentare (per motivi di sicurezza, ma non solo, magari anche per curiosità fisica o semplice divertimento) una qualsiasi auto che scende a 100 all'ora da una strada, dovreste installare uno specchio. E poi, come viene calcolata la percentuale di rallentamento? A seconda della grandezza o dell'opacità dello specchio? Comunque, da oggi è così e mi spiace di aver sconvolto la vostra vita. La stessa regola vale certamente anche per le frane, invasioni di mucche, cavallette o stormi in migrazione. Notare che lo specchio è inclinato orizzontalmente a 45 gradi guardando la strada in discesa, quindi salendo, dello specchio si vede solo il retro. Evidentemente l'ingegnere (o scienziato) del comune, fisico di fama mondiale e futuro candidato-cavia per le nuove sperimentazioni dei farmaci per l'alzheimer, è a conoscenza (esclusiva) del fatto che: se un mezzo viaggia in discesa può essere rallentato, ponendo uno specchio sul lato sinistro, posto a 45 gradi di inclinazione sull’asse Y, mentre se un corpo viaggia in salita, può essere rallentato, sempre con l’utilizzo dello stesso specchio, che però si troverà sul lato destro, posto a 45 gradi di inclinazione (sempre sull'asse Y), ma non dalla parte riflettente. Non so sinceramente dirvi se invertendo lo specchio e avendo così il potere riflettente in salita e quello non riflettente in discesa l’efficacia e il risultato siano uguali. C’è la seria possibilità che invertendo lo specchio il mondo esploda, oppure si entri automaticamente nella stagione dei saldi. E chi lo può sapere? Bisognerebbe chiederlo all’astrofisico nucleare stipendiato dal comune.
Attenzione però, non prendiamo le cose alla leggera: per una delibera di un consiglio comunale, occorre che un certo numero di persone (la maggioranza) siano d’accordo su un determinato argomento, quindi se in molti hanno concordato che lo specchio è la soluzione per far rallentare le automobili, vuol dire che la produzione di psicofarmaci mondiale è certamente, abbondantemente, sotto la soglia del fabbisogno pro capite. In un mondo controllato per buona parte dalle aziende farmaceutiche, ritengo che questa cosa sia vergognosa.
Inoltre, faccio una parentesi, tanto per non trascurare nulla e restituire un quadro il più possibile realistico della situazione politica nel mio paese. Nel programma elettorale della nuova amministrazione, c’era scritto “messa in sicurezza della statale 458”, strada sulla quale muoiono circa 4/5 persone all’anno (andate a contare i mazzi di fiori se non ci credete). Così, come un gioco, tanto per sfoltire l’umanità. Ogni sabato e domenica (dalla primavera all’estate) ci sono moto che sfrecciano da 100 a 170 km orari (limite 70). Nel simpatico incontro precedentemente citato, quello scaturito dalla telefonata ricevuta alle 7:50 del mattino, mi fu detto sia dal sindaco che dal vice sindaco che avevano già fatto richiesta per ben tre volte alla provincia per una rotonda, da costruire all’incrocio con la mia via, per far rallentare le moto (ma anche le auto), ma l’assessore o chi diavolo era, gli disse che non c’erano soldi (servirebbero 40.000 euri circa). Quanto vale la vita di una persona? Meno di 40.000 euro? Non è il caso di insistere? Non è il caso di mettere alle strette la provincia? Non sei il sindaco che si preoccupa della vita dei tuoi amati concittadini? Ovviamente no, tanto la vita è quella degli altri, i drammi familiari degli altri non li riguardano, a loro riguardano solo i drammi delle poltrone perdute, misero arredamento della loro vita scialba, inconcludente e irresponsabile. Cioè, ma uno che si crea una famiglia con tutti gli sforzi che ne conseguono, deve crepare per colpa di quattro burocrati stupidi senza sentimenti? O vedere morire i suoi familiari? Se crepa per cause inevitabili e senza la colpa o l’intervento intenzionale o colposo di nessuno, pazienza, ma diversamente, girano proprio i coglioni e ti viene voglia di menare le mani, perché l’istinto e la rabbia non sono cose inventate dall’uomo, come il denaro, le leggi di comodo e la corruzione. Il sindaco, la notte dorme, chi perde un parente, un amico, un figlio, probabilmente no. E forse non dormo tanto bene neanche io, che vedo, ogni tanto, morire gente estranea sotto casa. Ah, ovviamente, fra vigili e carabinieri, nessun controllo nei fine settimana, perché i motociclisti riempiono i bar del paese, mentre chi si preoccupa della vita altrui o vive serenamente rispettando le leggi più di base, non crea lavoro, non crea profitto, ma rompe solo i coglioni con questioni etiche e di amore per la comunità, che da queste parti nessuno tiene in seria considerazione. Ma fanno bene, cosa c’è di più importante di una bella BMW nera o di fare un bel discorso demagogico alla festa del paese? Sapete cosa c’è di più importante? Un bel vaffanculo, urlato, col megafono, a due centimetri dalle orecchie, che ti sveglia nel cuore della notte, ti spaventa, e ti ricorda che l’impegno che hai preso nel diventare sindaco non è una sciocchezza, ma una responsabilità enorme, visto che sei il “capo tribù”, ovvero la persona più saggia che potevamo scegliere.
Per concludere, visto che il vostro tempo è prezioso, torno sull’argomento principe e vi dico la mia impressione, condivisa per altro da molti abitanti del paese (ma anche da tantissimi non residenti a cui ho raccontato questa storia) che è la seguente: ponendo un sobbalzo, o dosso o come lo volete chiamare, l'amministrazione farebbe un favore a me (cosa non vera, visto che in questa strada non ci passo solo io e la vita la rischiamo in molti) ma perderebbe i voti di quelli che invece si divertono a correre (e sono tanti) e infrangono la legge tutti i giorni. A dirla tutta, per onestà, c'è un'altra questione, sulla quale concordano ancora più persone, direi la quasi totalità di quelli con i quali ho parlato, e cioè, la paura di mettersi contro i cosiddetti "potenti" del paese, che fanno anche parte di quelli che corrono in macchina e portano tanti bei voti (e su soli 2000 abitanti ogni voto è importante e può fare la differenza).
Ma è più importante fare bene un lavoro di responsabilità (per il quale sei stato scelto dalla gente) o è più importante non perdere le prossime elezioni?
A me questa cosa fa schifo, mi fa schifo essere governato da gente bugiarda, senza spina dorsale, senza cultura, senza personalità, senza fede, senza idee e senza forza. Chi vuole governare deve essere un esempio di integrità morale e onestà, una persona da cui imparare e una persona da ammirare, al di là di qualsiasi appartenenza politica. Io da queste persone ho da imparare solo rabbia e malumore. Ma lo scopriranno anche i loro figli, prima o poi, e mettere specchi del cazzo non servirà più a niente.
Abbracci,
Davide